Daniela Carini
 

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La medicina più nuova: la più antica.

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Perché dovresti venire da me se ti dessi gli stessi consigli che potrebbe darti qualcun altro?

A questa mia domanda ogni paziente si ferma a riflettere ed annuisce.

Sono diverse le medicine che si possono applicare in caso di malattia e queste sono a più livelli.

Si può curare il fisico con rimedi e pozioni che, per quanto naturali, tendono ad alleviare o risolvere i sintomi. Si possono educare i pensieri cogliendo i motivi che hanno reso necessario il manifestarsi dei sintomi badando alla mente razionale perché non disturbi più con i suoi inganni i processi di guarigione. Si possono equilibrare le energie che regolano e sostengono l’organismo come quelle che circolano nei meridiani o che permettono ai Chakra di girare.

Se possibile, cioè se il paziente mostra una piena collaborazione, preferisco agire su tutti e tre i livelli contemporaneamente. Ognuno di essi è in grado di portare a guarigione.

Il primo livello, quello fisico, è il più materiale e necessita di validi sostegni biochimici in grado di equilibrare il pH (acidità del sangue e dei tessuti), di armonizzare i processi cellulari e di mandare i corretti input al cervello così che riorganizzi risposte di corretto funzionamento.

Il secondo livello, quello della mente e delle emozioni, è più legato alla volontà e prevede l’adesione a cambiamenti comportamentali e di successione logica dei pensieri che equivalgono alla fine ad una crescita emozionale dell’individuo. Il cambiamento biologico è conseguente al cambiamento emozionale e la guarigione si ha tramite rinnovati processi neuronali a cui consegue in un secondo tempo il cambiamento fisico.

Il terzo livello, quello più etereo legato all’energia, si basa più di tutti sull’utilizzo delle tecniche insegnate nelle scuole esclusive riservate ai monaci di altri tempi e tramandate soltanto oralmente, da maestro a maestro. Quest’ultimo livello di terapia è il più potente in quanto è in grado di modificare gli strati sottili dell’aura e quindi lavora a livello subatomico per il ripristino dell’equilibrio. A questo conseguono un ripristino di ordine emozionale e poi fisico in quanto anche le strutture organiche sono subordinate all’efficienza qualitativa e quantitativa del sistema elettrone-protone che regola gli atomi, le molecole, le cellule le strutture funzionali organiche, quindi la vita.

Preferisco, come tutti i medici, i pazienti che vogliono collaborare nelle terapie, ma per me collaborare non è una parola da poco.

Le vere guarigioni, quelle che durano nel tempo e che non permettono il ritorno della malattia, necessitano di cambiamenti profondi della persona perché se non cambiano le condizioni che hanno determinato una malattia questa si presenterà di nuovo.

Il medico esiste per questo in questa nuova era di consapevolezza, per non ricadere nelle cause ancor più che proporre rimedi per alleviare i sintomi.

Dott.ssa Carini

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